Il riferimento normativo della presente guida alla dichiarazione di successione è il Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni (D.Lgs. 346/1990).

 

Quando presentare la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dall’apertura della successione, cioè dal decesso del contribuente.

Quando non va presentata la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione non deve essere presentata quando il valore dell’eredità è inferiore a 100.000,00 €.

 

Come si calcola la base imponibile dell’eredità

(art. 8 del T.U. n. 346/1990) – Ai fini del calcolo delle imposte di successione, si deve calcolare il valore netto dell’eredità, ovvero la differenza tra le attività e le passività dell’asse ereditario.

Sono considerate attività la somma dei seguenti valori:

  • Beni immobili e diritti reali immobiliari;
  • Aziende, navi e aeromobili;
  • Azioni e obbligazioni, altri titoli, quote sociali;
  • Rendite e pensioni;
  • Crediti;
  • Altri beni mobili come denaro e gioielli.

Sono considerate passività dell’asse ereditario i debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione e dalle spese mediche e funerarie, queste ultime in misura non superiore a euro 1.032,91 che rappresenta la soglia massima di detrazione fiscale fruibile.

I beni esenti dall’imposta di successione

(art. 12 del T.U. n. 346/1990) – Non devono essere calcolati come base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta i seguenti beni:

a) i beni e i diritti iscritti a nome del defunto nei pubblici registri, quando e’ provato, mediante provvedimento giurisdizionale, atto pubblico, scrittura privata autenticata o altra scrittura avente data certa, che egli ne aveva perduto la titolarita’, salvo il disposto dell’art. 10; b) le azioni e i titoli nominativi intestati al defunto, alienati anteriormente all’apertura della successione con atto autentico o girata autenticata, salvo il disposto dell’art. 10; c) le indennita’ di cui agli articoli 1751, ultimo comma, e 2122 del codice civile e le indennita’ spettanti per diritto proprio agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto; d) i crediti contestati giudizialmente alla data di apertura della successione, fino a quando la loro sussistenza non sia riconosciuta con provvedimento giurisdizionale o con transazione; e) i crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale, compresi quelli per rimborso di imposte o di contributi, fino a quando non siano riconosciuti con provvedimento dell’amministrazione debitrice. f) i crediti ceduti allo Stato entro la data di presentazione della dichiarazione della successione; g) i beni culturali di cui all’art. 13, alle condizioni ivi stabilite; h) i titoli del debito pubblico, fra i quali si intendono compresi i buoni ordinari del tesoro e i certificati di credito del tesoro, ivi compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli Stati appartenenti all’Unione europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo; i) gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati, ivi compresi i titoli di Stato e gli altri titoli ad essi equiparati emessi dagli Stati appartenenti all’Unione europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo, nonche’ ogni altro bene o diritto, dichiarati esenti dall’imposta da norme di legge; l) i veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico.

 

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi entro 12 mesi dal decesso. Può presentarla anche uno solo degli eredi che, poi, potrà richiedere agli altri coeredi la quota di spettanza sulle imposte pagate (gli eredi sono obbligati solidalmente). Può presentarla anche il legatario ma pagherà le imposte limitatamente al legato ricevuto.

 

Cos’è la dichiarazione di successione integrativa

Può capitare che nella dichiarazione di successione non siano stati inseriti uno o più beni immobili.
La successione Integrativa, quindi, è una denuncia di successione redatta successivamente alla prima dichiarazione che serve esclusivamente per aggiungere eventuali beni, mobili o immobili, non inseriti precedentemente.
Ovviamente, dopo aver integrato la dichiarazione di successione con gli altri beni, le imposte ipotecarie devono essere ricalcolate.

Quali sono le imposte da pagare sulla dichiarazione di successione?

L’imposta dovuta dagli eredi (coniuge e figli) è pari al 4% sulla base imponibile, ovvero sul complesso dei beni mobili e immobili ereditati, con una franchigia di 1.000.000 €. Il 4%, quindi, si paga soltanto sulla eventuale eccedenza.

Per i fratelli l’imposta è pari al 6%, con franchigia di 100.000 €; per altri parenti fino al 4° e affini in linea retta l’imposta è pari al 6% e non è prevista alcuna franchigia. Per altri eredi l’imposta è pari all’8% e non è prevista alcuna franchigia.

Tuttavia, in caso di beni immobili, sono dovute le seguenti imposte anche per immobili con valore inferiore:

Imposta ipotecaria: 2% sul valore catastale dell’immobile

Imposta catastale: 1% sul valore catastale dell’immobile

Per gli immobili la base imponibile per il calcolo dell’imposta è costituita dalla loro rendita catastale (rivalutata del 5%) moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti:

  • 110, per la prima casa;
  • 120, per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (esclusi quelli delle categorie A/10 e C/1);
  • 140, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
  • 60, per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;
  • 40,8, per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

Per i terreni non edificabili, il valore imponibile si determina, invece, moltiplicando per 90 il reddito dominicale già rivalutato del 25%

Esempio per un immobile classe A, seconda casa, la cui rendita catastale è pari a 1.400 €:

1.400 + 5% =  1.470,00 € (rendita catastale rivalutata del 5%)

1.470 x 120 = 176.400,00 € (valore catastale dell’immobile)

Imposta ipotecaria* al 2%: 3.528,00 €

Imposta catastale* all’1%: 1.764,00 €

* ATTENZIONE: Se l’immobile costituisce la 1^ casa, l’imposta catastale e quella ipotecaria sono pari a 200,00 € l’una.  

 

Le quote di eredità da riportare nella dichiarazione di successione

 

ATTENZIONE: La presente guida non è esaustiva della complessa normativa in materia e non costituisce quindi attività di consulenza per la quale si consiglia di contattare il nostro professionista dedicato. 

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